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Scala nella piazza di Polpenazze
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Intervento turistico ricettivo a Toscolano Maderno (BS)

Intervento turistico ricettivo R.T.A. e intervento alberghiero

Committente: Società Acquadolce
Periodo della prestazione: 2014
Stato: In corso di realizzazione
Edificio vincolato ai sensi del D.L.vo n. 42 del 2004

Progettisti:
– Geom. Alessi Dario (Studio Alessi&Alessi – Salò)
– Arch.Ghezzi Valeria e Arch.Scala Barbara (Studio ARC – Salò)
– Arch. Bosetti Carlo (Studio B&B – Salò)
– Ing. Sandrini Angelo (Salò)

LETTURA DEL CONTESTO

L’area in cui si andrà a realizzare l’intervento si trova sul Lungolago Zanardelli in adiacenza alla spiaggia, di fronte all’attracco dei battelli, in prossimità della sede della Navigarda.
L’edificio storico è di notevole mole tanto che risulta essere già visibile dalla strada che collega Fasano a Maderno.
Dopo aver superato la piazza della Chiesa si percorre strada Lungolago sulla quale da un lato, verso lago, sono presenti una serie di gazzebo mentre all’interno si affacciano delle strutture sia di carattere residenziale sia ricettivo. Tali edifici non sono direttamente con la facciata sulla strada bensì sono anticipati da un giardino privato che crea una sorta di filtro. La strada è interessata dalla presenza della pista ciclabile che lambisce la spiaggia pubblica.
Il primo tratto del lungolago è protetto da un muretto basso a cui si alterna una ringhiera.
Proseguendo il lungolago, verso lago è abbandonato il filare di pini marittimi per lasciare aperta la visuale libera del lago. A monte si intravede la cortina di edifici prospettanti direttamente la strada. Il primo immobile è a quattro piani fuori terra, con un fronte molto mosso ed elementi aggettanti.
In successione è presente un edificio basso a due piani fuori terra; quindi si apre il viale che conduce all’interno della proprietà oggetto della pratica.
Il corpo di fabbrica storico per una parte non si affaccia direttamente a lago ma è nascosto da una serie di cespugli a fioritura estiva.
Al contrario la seconda parte del corpo di fabbrica è direttamente affacciata sulla strada in modo ingombrante. È da notare che il filare di pini marittimi ricomincia la sua presenza proprio dopo l’ingresso della proprietà di cui all’oggetto filtrando in tal modo la vista dell’avancorpo principale se visto dal lago.
Seguendo il percorso il prospetto si fa più libero: infatti si apre una corte interna sempre di proprietà quindi una piccola Santella non più collegata all’ex edificio religioso ma alla proprietà adiacente
Proseguendo il percorso ma tenendo lo sguardo all’indietro si apre via Gioberti che penetra all’interno del lotto. La presenza di due corpi di fabbrica a quattro piani fuori terra nasconde una parte del prospetto della nuova struttura rendendo percepibile solamente alcuni scorci che le finiture con rete metallica e legno rendono meno evidente proponendo toni che si integrano con i colori naturali del paesaggio.

LETTURA STORICA DELLA STRUTTURA ESISTENTE

L’edificio fronti stante il lungolago Zanardelli, in Maderno, è un immobile che ha subito nel tempo numerose trasformazioni a seguito dei cambi di proprietà e delle destinazioni d’uso ricavate al suo interno. Filo rosso delle modifiche e varianti compiute durante la storia del manufatto, è la sua vocazione ad accoglienza e ospitalità.
Le prime informazioni riguardanti l’area su cui insiste l’edificio risalgono ai primi anni dell’800. Dalla cartografia del Catasto Napoleonico si nota la presenza di un fabbricato all’interno di un ampio terreno cui corrispondono i mappali 819, 820, 821. L’edificio presente è riconosciuto dal mappale 822.
Nella descrizione individuata dal Sommario del 1811 risulta che la proprietà dei beni appartiene ad una cosiddetta Eredità giacente di Beneamati Cristoforo cui facevano parte anche altri beni adiacenti. Risulta interessante osservare come sull’area insistesse un agrumeto e non è da escludere la presenza di una struttura che potesse accogliere e proteggere le piante, identificabile nel mappale 820 completamente intercluso. Riguardo l’immobile collocato all’estremità orientale del mappale, rivolto verso lago, il catasto lo identifica come casa a corte da massaro.
L’area sarà oggetto di una serie di trasformazioni pochi anni dopo. Infatti nella rettifica catastale del 1845, risalente al 1852 i mappali subiscono alcune trasformazioni. In particolare si nota come l’edificio a tutto il 1852 abbia mantenuto le medesime dimensioni (19 centesimi di pertiche), tuttavia è probabile che fossero in corso delle opere di ampliamento deducibili dagli schizzi a matita riportati sulla cartografia.

DolceLago Resort stato di fatto

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La casa identificata al mappale 822 assume una configurazione più articolata, si amplia verso l’interno della proprietà, allargando il fronte verso lago. Le pertinenze si individuano in un agrumeto al cui servizio di coltivo si realizzano alcune piccole costruzioni, in particolare al mappale 2015 è realizzata una casa colonica di 5 centesimi di pertica. La proprietà di tutta l’area risulta essere dei fratelli Avanzini Teodoro e Paolo fu Cristoforo livellari al legato Benamati in Maderno. Il libro delle partite del catasto austriaco non riporta dettagli o specifiche riguardanti il mappale 822, ma semplicemente delle rettifiche concernenti la costruzione al 2015 così come, le note di voltura, presentate al catasto per registrare le variazioni soggettive nella titolazione dei beni in esso iscritti, ovvero i documenti presentati agli uffici del catasto per le registrazioni delle compravendite, delle modifiche immobiliari avvenute dopo l’impianto, sono prive di altre indicazioni.
Interessante risulta essere la lettura diretta della mappa che riporta una scritta: Lignet Rodolfo fu Ignazio, nome poi preso dall’Albergo che sarà realizzato. La lustrazione del 1897 registrata al catasto austriaco nel 1903 riporta la configurazione finale della ristrutturazione operata sull’edificio.
Nella struttura era stato ricavato un albergo in cui soggiornavano soprattutto turisti tedeschi provenienti dalla Germania. È necessario ricordare come tutta l’area del Garda bresciano sia zona fortemente frequentata da un turismo di qualità ed élite, stimolato a raggiungere questi territori da guide turistiche che numerose erano presenti sui mercati tedeschi. Proprio all’interno di queste prime guide è ricordata la pensione Lignet. La Prospekte der Kurvereine von Gardone Riv. – Maderno u. Salò, di Piltz, la cui edizione del 1907, era ricca d’illustrazioni, oltre alle notizie generali sui servizi, sul clima, sulle caratteristiche dei singoli centri e sulle Promenaden, riporta l’elenco degli alberghi e dei più importanti locali pubblici, nonché dei medici attivi a Salò, Gardone, Toscolano e Gargnano. In particolare, per i medici, veniva segnalata la presenza di otto stranieri fra Gardone e Fasano e uno solo a Maderno, il dott. Ernst Rosenbaum che soggiornava alla Pension Lignet. Anche il Solitro nella descrizione del Benaco, cita la Pension Lignet come una delle due strutture ricettive presenti sul territorio di Maderno .
L’interesse turistico di questo territorio è stato motivo per la pubblicazione di numerose cartoline che illustrano il golfo di Maderno. Nella riproduzione del paesaggio si può notare come la Pensione Lignet fosse una delle strutture più in rilievo nel panorama del promontorio di Maderno.
Fu proprio questo successo che indusse la proprietà ad ampliare la struttura come emerge dal catasto del regno d’Italia. Il corpo nuovo andava ad aggiungersi perpendicolarmente a quello esistente.
Nel 1929 con atto registrato il 27 giugno 1929 a Piacenza dal Notaio Luigi Poggi Longostrevi, Canevari Giovanni fu Pietro, in nome del figlio Canevari Pietro vende alla Società Anonima Compra Vendite e costruzioni di Case con sede in Parma (il legale rappresentante della società è il Conte Ernesto Lombardo) il fabbricato in comune Censuario di Maderno amministrativo Toscolano denominato Pensione Lignet in contrada Rivellino, al civico n° 25 di reddito imponibile pari a 12.445,00. La struttura descritta nell’atto notarile risulta sviluppata su quattro piani ed è articolata in sessanta vani. Nella vendita è inclusa la casa, aggiunta alla pensione, formata da sei vani su due piani, la casa individuata al mappale 1020 di due piani e otto vani.
Nella vendita sono inclusi altri terreni ed edifici adiacenti . Detti immobili pervennero al venditore per atto tre agosto 1925 n° 5910/3607 Rep. Dott. Frera registrato a Salò il venti agosto 1925.
Il 2 febbraio 1929 nell’atto di procura di Pietro Canevari al padre Canevari Giovanni fu Pietro per la vendita l’immobile al mappale 822 è definito: fabbricato ad uso albergo di piani 4 vani 60 con altra casa aggiunta di piani 2 vani 6 .
Solo due anni dopo, il 12 giugno 1931, la società per Azioni Agricolo Industriale Bresciana acquista dalla Società Anonima Compra Vendite e costruzioni di Case il fabbricato denominato Pensione Lignet in contrada Rivellino al n° 25, di piani 4, vani 60. L’atto prosegue e specifica la presenza di una ulteriore casa aggiunta alla pensione di piani 2, vani 6, in mappa al n° 822, casa sita come sopra di piani 2 vani 8 in mappa al n° 1020, magazzini e legnaia posti come sopra, vani 2, piani 1, al n° 2060, casa posta come sopra al Civ. n° 25 al map. n° 815 piani 2 vani 17, terreni annessi ai fabbricati sud descritti: map. n° 819, 820, 823, 1937, 2061 nei confini: a mattina Ambrosi, a mezzodì lungo Lago, a sera Erculiani, a monte Bellari.
Nel 1943 l’immobile è donato alla Fondazione di Culto e religione “Sacra Famiglia di Nazareth” dalla Società per Azioni Agricolo Industriale Bresciana. La donazione consta di beni immobili situati nel comune di Maderno in via Lungolago (fabbricato e casa aggiunta distinti al mapp. 822, casa distinta al mapp. 1020, magazzini e legnaia distinti al mapp. 2060, casa distinta al map. 815, terreni annessi ai fabbricati distinti ai mapp. 819, 820, 823, 1937, 2061).
Per comprendere meglio la consistenza della donazione, si redisse una perizia particolareggiata sulla consistenza della proprietà. Un primo fabbricato, il principale, è descritto come una costruzione comune senza pretese, articolato in varie parti ad usi diversi.
In primo corpo adiacente al principale era collocato un ampio locale trasformato a chiesa, il cui stato di conservazione era valutato come ottimo. La muratura, in buone condizioni era di tipo misto, pavimento in mattonelle di cemento monocrome e ad intarsio, le pareti intonacate e tinteggiate a finta tappezzeria e decorazioni, una zoccolatura ad olio, il soffitto a volta piano in cantinelle. Il tetto era in legno e il manto di coperta in tegole marsigliesi. Il soffitto della chiesa era riccamente decorato.
L’accesso al locale era protetto da porte d’ingresso con serramenti di legno ed era presente l’impianto di illuminazione. Dalla chiesa, passando dietro l’altare si arrivava nella sacrestia: locale comune con pavimento in cotto. Dietro la sagrestia, non comunicante con essa, e con ingresso solo e diretto dal cortile, era collocato un locale rustico, con pavimento in terra battuta che serviva da cantina. Nel cortile, addossato alla parete verso sud era ricavata una latrina comune. Al primo piano e con accesso al cortile da una scala in pietra, vi era un locale di sgombero semi-rustico con pavimento in assi di legno, soffitto a volta piana a cantinelle e telai in legno, vetri alle finestre senza griglie.
Adiacente alla costruzione principale era presente una semplice tettoia rustica in condizioni assai malandate, utilizzata come da legnaia; un piccolo corpo di servizio alle cucine ospitante la pompa dell’acquedotto.
Il corpo principale era destinato a convitto con tutti i servizi inerenti.
Ricordando l’originaria destinazione alberghiera della struttura, la perizia ricorda come la proprietà proviene dai beni ex Austro-Ungarici alienati dallo Stato Italiano dopo la grande guerra.
Quest’area del fabbricato era costruita in solida muratura. I solai erano prevalentemente in legno ed, in piccola parte, a struttura mista. Il tetto era di buona costruzione con orditura principale, secondaria e capriate, ed il manto di copertura era in tegole marsigliesi. All’interno erano ricavate tre scale; una in pietra ed in ottimo stato collegava solo il piano terra e primo; la seconda, in pietra ma in uno stato di conservazione discreto, angusta e non direttamente illuminata, collegava tutti i piani; la terza, in legno, ben conservata, illuminata e ventilata, collegava il primo al secondo piano.
Al piano primo si poteva accedere anche da una scala esterna in pietra collocata a nord.
Al piano terra, con ingresso diretto dal lungo lago, erano ricavati dei locali utilizzati come aula scolastica e refettori. Lo stato di conservazione era definito passabile. I pavimento erano in assi comuni, in mattonelle di cemento ed in battuto. Dietro il vano scale vi era la cucina e altri locali, generalmente ben tenuti se si esclude il pavimento in battuto. Alle finestre, oltre ai soliti telai a vetri, vi erano le inferriate. A destra dell’ingresso vi erano due piccoli locali ad uso parlatorio con pavimento in cotto. Le porte con all’interno delle vetrate erano protette da ante, e le finestre verso lago avevano comuni telai a vetri ed inferriate. Completano il piano terreno un sistema di corridoi di disimpegno ad un certo numero di locali: in uno di questi locali vi era la caldaia.
Al piano primo, nell’ala di più recente costruzione, verso ovest, vi erano vari locali ad uso di alloggio, un grande dormitorio, l’infermeria, i servizi. Erano locali in uno stato di manutenzione un po’ trascurata, con tutti i pavimenti a tavole di legno, serramenti comuni e discreti con griglie esterne, soffitti piani con cantinelle sotto i solai in legno. I servizi igienici avevano la turca. In tutti questi locali i serramenti in legno erano assai scadenti.
Nell’ala a est – meno recente e meno accurata nella costruzione – trovavano posto vari locali adibiti ad aule scolastiche, uffici ed una camera da letto. In tutte le stanze vi era una stufa, l’impianto di illuminazione e l’acqua corrente.
Al secondo piano vi erano altri locali analoghi a quelli del primo.
L’ultimo piano era raggiungibile tramite la scala che, in origine, doveva essere la scala di servizio dell’albergo. Vi era un chiostrino con lucernario ed una terrazza prospiciente al lago. Gli altri locali in numero di 12, erano adibiti ad abitazione ed erano del tutto analoghi a quelli del 2° piano ad eccezione del peggiore stato di manutenzione ed di una minore altezza dei vani.
Il secondo fabbricato della donazione consisteva in un locale unico a piano terra, di recente costruzione,destinato a teatro. Il pavimento era in mattonelle di cemento ad intarsio, intonaco civile ben tinteggiato, soffitto a cantinelle direttamente sotto tetto, copertura in legno con capriata e tegole marsigliesi, gronda ben sporgente, serramenti in legno con griglie alle finestre. Sempre appartenente a questo corpo di fabbrica, ma con ingresso indipendente, era la parte destinata ad abitazione di tipo signorile. La struttura era in muratura mista, solai parte in legno e parte misti, tetto in legno e copertura in marsigliesi. Aderenti al fabbricato erano un giardino e, sul retro, un ampio cortile. Al piano terra l’abitazione era articolata in vari locali di soggiorno e di servizio, tutti in buono stato. Sul retro, verso il cortile, era presente un locale per la lavanderia ed altro di sgombero oltre al W.C. e due piccoli ripostigli. In questi locali citati il pavimento era in battuto, mentre negli altri in mattonelle. L’unica scala era in pietra conduceva al primo piano dove vi erano vari ambienti ad uso abitativo più la cucina, il bagno, il W.C., il locale caldaia.
Il fabbricato C, di tipo rurale, assomigliava alle strutture altoatesine. In due piani, era rivestito ad intonaco con gronde in legno e serramenti non verniciati. In questo fabbricato vi erano tre locali di servizio guardaroba, ecc. sul retro due locali ad uso di piccola lavanderia, un piccolo ripostiglio ed una servizio igienico.
Addossata al lato nord era stata collocata un tettoia in legno. Il piano primo era suddiviso in quattro locali a servizio dell’abitazione, un corridoio e la scala esterna in pietra.
Altre opere di trasformazione ed adeguamento documentate risalgono al 1975 , quando l’immobile è oggetto di una convenzione di affittanza tra l’Amministrazione comunale di Toscolano Maderno e la fondazione Sacra Famiglia di Nazareth. Il comune chiese alla Fondazione di collocare all’interno dello stabile la scuola media occupando ventuno locali e i servizi igienici al primo e secondo piano. La Fondazione garantiva l’uso dei cortili, del teatro.
Alla proprietà rimaneva l’uso dei locali nei mesi in cui non vi era scuola.
Nell’occasione l’Amministrazione comunale realizzò una serie di opere adeguamento dei locali consistente nella realizzazione di nuove tramezze in forati e intonaco cementizio, sostituzione di serramenti con finestre in abete, posa di tapparelle alle finestre, nuove porte interne tamburate, porte esterne, realizzazione di un terrazzino di collegamento con i servizi del 2° piano, integrazione dell’impianto elettrico, rifacimento dell’impianto di riscaldamento e tinteggiatura di tutti i locali con idropittura lavabile.
Opere di ristrutturazione si eseguirono negli anni ’80 come indicato delle relative concessioni edilizie. Nel 1984 si compirono lavori di adeguamento igienico sanitario e modifiche interne tese a trasformare il terzo piano dell’Istituto da sala giochi e dormitorio a area destinata all’accoglienza suddividendo il piano in camere singole e doppie. Per l’adeguamento interno, che non prevedeva alcun aumento di volume né cambio di destinazione d’uso, ma semplicemente un aggiornamento degli standars di accoglienza, il Comune rilasciò la concessione edilizia ricordando che le opere in cemento armato del montalettighe devono essere denunciate . Nel dicembre del 1990 è presentata al Comune una variante al progetto di ristrutturazione originario prevedendo una diversa distribuzione interna delle stanze al terzo piano, mutando la posizione del montalettighe e sostituendo la caldaia esistente, adeguando il sistema di riscaldamento alla normativa antincendio.
Nel 2006 con protocollo 0014749 del 22 novembre la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia dichiara che il fabbricato denominato “Scuola Apostolica Sacro Cuore sito in Lungolago Zanardelli 10 censito al foglio 27 particella 822 subb. 14,15,16,17,18,19,20,21,26,29 è di NON INTERESSE. Nella descrizione del fabbricato sottolinea che …si tratta di un complesso immobiliare composto da fabbricati ed area pertinenziali. L’immobile principale consiste in una grande struttura disposta su piano terra e tre piani superiori. La struttura è in latero-cemento. Tutto il complesso è rifinito con intonaci rivestimenti e serramenti di tipo economico. L’immobile al sub. 15 è una chiesa con relativa sacrestia. Uno dei fabbricati è destinato a laboratorio per arti e mestieri, un altro ad abitazione di tipo economico, un altro ancora a magazzino. L’area è in parte piantumata ed in parte adibita a campo giochi.. il fabbricato ha subito a partire dal 1970 pesanti trasformazioni che hanno prodotto una condizione traumatica. L’immobile pertanto non possiede più alcun carattere di valore storico/artistico tale da giustificarne la sottoposizione a tutela. L’edificio NON presenta caratteri materici, formali, architettonici e tipologici tali da giustificarne la sottoposizione a tutela. Si segnala tuttavia, in merita ad una futura vendita, il prospetto a lago ed il terreno di pertinenza circondato da un muro in pietra e laterizio, in parte adibito a giardino, con i resti di una limonaia.

DESCRIZIONE DEL CORPO STORICO

L’accesso alla struttura avviene attraverso un passaggio carraio ed un accesso pedonale che insistono sul viale lungolago Zanardelli, posto a sud della proprietà e delimitato da muro di recinzione. Il complesso immobiliare è composto da una corpo di fabbrica principale e altri fabbricati di piccole dimensioni. L’immobile principale, distinto al sub. 14 con destinazione a collegio, consiste in una grande struttura disposta su piano terra e tre piani superiori. Al piano terra sono disposti i vani di servizio, la portineria, le cucina, le sale pranzo, il refettorio, ripostigli e portico, ecc. Al piano primo sono collocati i vani e le aule che ospitano la scuola professionale, le sale lettura, le sale riunioni, le sale professori, sale tv, ecc. Al piano secondo sono sistemate le camere adibite all’accoglienza dei gruppi di giovani e una serie di aule. Al piano terzo sono posizionati i locali ove risiedono i religiosi, con camere e servizi, soggiorno, sala pranzo, cappella, servizi, ecc.
I piani abitabili sono serviti da una scala antincendio esterna in metallo.

DolceLago Resort foto storiche

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L’immobile distinto al sub. 15 consiste in una chiesa e relativa sacrestia, disposte a piano terra. Il fabbricato ai sub. 16, 17, 18, 26, adibito ad abitazioni di tipo economico, ospita piccoli appartamenti ad uso residenziale. L’edificio al sub. 19 è destinato a laboratorio per arti e mestieri; la costruzione al sub. 20, è una abitazione di tipo economico, la struttura al sub. 21 è un magazzino mentre l’area al sub. 29 è in parte piantumata ed in parte adibita a campo gioco per gli ospiti.

DESCRIZIONE DELL’AREA IN EDIFICAZIONE

L’area su cui insisterà il nuovo edificio liberata dagli immobili di cui è prevista la demolizione sia nel primo permesso di costruire sia nella variante presenta una conformazione morfologica pianeggiante e regolare con dislivelli che rientrano nell’ordine dei 50 cm, dislivelli legati soprattutto a piccoli riporti di terreno. Solo a sinistra nella zona più estrema del lotto è rilevabile un rilievo di circa 80 cm. Il fronte nord è chiuso da un muro alto 5,70 metri mentre a est è presente un muro di confine più modesto di 2 metri. Tutto il fronte ovest è interessato dalla presenza di un altro edificio che affaccia il proprio giardino in continuità con il giardino di pertinenza dell’edificio di proprietà.

DESCRIZIONE DEL PROGETTO

Come anticipato in premessa il progetto è la prosecuzione della variante già presentata nell’agosto 2013 riguardante la zona interrata.
Il progetto può dividersi in due parti: una prima sezione riguarda l’edificio esistente, una seconda è relativa al nuovo complesso.
Le operazione di adeguamento funzionale relative all’edificio storico hanno reso necessario alcuni interventi di demolizione interessanti soprattutto le suddivisioni interne (tramezze), visto che le strutture portanti hanno dimostrato una sufficiente qualità tanto da poter essere mantenute. L’organizzazione distributiva degli ambienti presenti si è dimostrata in linea alle esigenze progettuali tanto che i sistemi di collegamento verticali esistenti sono stati mantenuti nella medesima posizione adeguandoli alle esigenze normative richieste. Solamente il piano sottotetto vede la rimozione con abbassamento del solaio calpestabile ma non normativamente adeguabile.
Le nuove opere della ristrutturazione, tutte opere interne, interesseranno la realizzazione di due nuove rampe scala, una presso il corpo a lago e una presso il corpo interno, con a fianco i rispettivi vani ascensori. L’ascensore del corpo interno servirà anche il piano interrato dove sono previsti spazi per area SPA e l’accesso alle sale riunioni.
Il piano terra sarà organizzato in spazi per la reception alberghiera, bar e ristorante con cucina, e locali accessori. Sempre al piano terra è prevista una grande sala ristorante e alcune piccole stanze sempre destinate alla ristorazione, la realizzazione di servizi per il personale nell’area cucina e bagni per gli ospiti in misura ben rapportata al dimensionamento del locale sentito anche l’ufficio Igiene della locale ASL.
Il piano primo sarà organizzato in 16 camere di albergo – camere tradizionali – con letto ingresso e bagno dedicato.
I piani primo, secondo e di sottotetto saranno organizzati in suites di RTA: – 3 monolocali, 17 bilocali, 3 trilocali per complessive n. 23 unità tutte sotto il diretto controllo della struttura alberghiera.
Si è accennato al recupero del sottotetto. Attualmente esiste un ampio lucernario lungo il corpo prospiciente il lungolago. L’apertura sarà riproposta con una geometria più contenuta verso il basso della falda. Altri lucernari sono stati inseriti ma solo ed esclusivamente sugli affacci interni in modo che la copertura a lago non venga modificata. Al contrario una porzione della facciata a lago, quella a est e a ovest presentano delle nuove aperture in sottotetto che vanno integrare alcune esistenti. Una ulteriore trasformazione dei prospetti esterni riguarda l’apertura di due finestre allineate con le sottostanti, nel piccolo rientro che interessa il fronte lago.
Le nuove finestre mantengono la dimensione in larghezza di quelle sottostanti e sono allineate con le stesse.
Nell’area esterna, di pertinenza, troverà organizzazione il verde con recupero dell’esistente oltre all‘impianto nuovo secondo soluzione illustrata nella tavola dedicata. Sempre in area di pertinenza dell’immobile ristrutturato, l’ambito “corte interna” a sud dell’impianto, ci saranno ambiti destinati a spazio attrezzato alla ristorazione all’aperto. La soluzione permetterà di meglio offrire, dal punto di vista visivo, la vista del particolare ambito che potrà godere della presenza di alcuni elementi particolare: la murata esistente a nord, restaurata, che figurerà come una quinta recuperata e poi arredata con un impianto arboreo come da tavola 2A; una cancellata in ferro recuperata nella sua originale forma, dimensione e color ferro anticato, separerà il Viale Zanardelli dall’ambito ristorativo riservato.
L’intervento prevede di utilizzare i seguenti materiali:
• intonaci semicivili di facciata i cui toni saranno definiti dopo aver verificato tramite delle analisi stratigrafiche i colori storici esistenti (si rimanda la specifica)
• banchine e soglie alle apertura in marmo di Botticino (utilizzo del marmo già presente)
• serramenti e ante di legno secondo forma e disegno uguali a quello esistente – colori: bianco panna per i serramenti, grigio azzurrato per le ante. vetri semiopachi (saranno esclusi il lucido o il riflettente o lo specchiante)
• canali in lamiera color grigio scuro
• copertura in coppi canale
• opere in ferro color ruggine antico
Avendo previsto la demolizione del parallelepipedo in testata ci si è trovato di fronte ad un problema progettuale che poteva essere risolto in vari modalità. La scelta che si è percorsa è stata quella di interrompere il corpo vecchio in modo neutro, proponendo delle aperture tradizionali per quanto riguarda le finestre dei servizi igienici e delle luci continue sul vano ascensore e il vano scala.
A distanza di 1,5 metri si è creata una installazione, una “quinta” che preannuncia il linguaggio dei nuovi corpi, anticipato nel corpo storico da un tratto di rivestimento in legno. La quinta è costituita da vetro alternato a una maglia in metallo su cui salirà del verde. Questo setto semitrasparente aiuta a risolvere il difficile dialogo tra vecchio e nuovo.
I nuovi corpi di fabbrica, come anticipato in premessa sono organizzati in modo da creare una sorta di corte aperta verso l’ingresso. I tre corpi edificati hanno diversi livelli uno di quattro piani e due di due. Tutti i nuovi corpi si impostano ad una unica quota su un piano interrato già P. di C. in atto, superficie completamente interrata destinata a garage 117, area SPA, sale riunioni, locali centale termica, cabine contatori e altri accessori.

DolceLago Resort progetto/render

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Corpo a quattro piani
L’edificio è caratterizzato da un affaccio principale sulla corte interna. L’orizzontalità che pericolosamente poteva segnare il lungo fronte è stata interrotta introducendo delle piccole volumetrie in aggetto estensione di spazi abitativi di alcune unità ricettive
Gli aggetti puntuali, elemento caratteristico dell’intervento, sono per intero coperti da un rivestimento dogato di listelli in simillegno e sono dotati di serramento di chiusura a doppio campo vetrato. I balconi, che interessano le rimanenti unità abitative, sono chiusi da parapetto in vetro sorretto da un sottile telaio in ferro. Il vetro localmente potrà essere satinato al fine di impedire la visione nelle unità abitative. Nel progetto si sono proposte due soluzioni: una satinatura irregolare e una perfettamente lineare. A separare le unità e a chiudere la riservatezza delle camere sono stati collocati dei pannelli dogati verticalmente con colore analogo a quello dei serramenti, montati su elementi scorrevoli, realizzati in barre a sezione quadra di alluminio colorato a campi diversi. Tali elementi permettono anche una controllata operazione di ombreggiatura della superfici terrazzate. Questo edificio e servito da quattro vani scala e altrettanti ascensori posti sul fronte opposto il fronte sud. Dei quattro ascensori solo uno proseguirà la corsa per servire il solarium. il prospetto esterno est vedrà le due torri laterali con copertura pari alla quota del solarium mentre le due centrali raggiungeranno una quota superiore. Un primo corpo, come si è detto ospita l’ascensore con termine corsa in vetro. Sempre in vetro sarà la struttura esterna che avvolge il corpo scala ascensore. e il secondo un locale con servizi igienici e wc.
Il secondo corpo aggettante ha un rivestimento diverso anche per evitare la proposizione di simmetrie.
Il piano copertura, il solarium sarà dotato di superfici trattate a giardino pensile estensivo con balaustre di sicurezza, arretrate rispetto al ciglio di 1,5 metri, allo scopo di meglio evitare di creare una gronda troppo alta e rendere invisibile da terra il solarium. Inoltre la soluzione di verde estensivo potrà garantire una consona composizione ambientale sicuramente gradevole. Quale soluzione meramente arredativa, saranno realizzati due pergolati in travi di legno posizionati uno allo sbarco dell’ascensore e un secondo presso il volume speculare del locale servizi. L’ombreggiatura così garantita non renderà necessarie altre opere accessorie al solarium. In fine, il fronte sud, la facciata delle torri, e stata avvolta da una rete metallica che crea unitarietà volumetrica permettendo la percezione di una quinta dalla quale intravedere le volumetrie e le architetture di sfondo. Questa parete “ metallica” sarà forata in alcuni punti per organizzare passaggi aperti a forme riflettenti le chiome degli alberi vicini.
Per movimentare il fronte est esterno, è stata valutata la possibilità di aggettare gli ultimi due piani, quelli caratterizzati da maggiore presenza di legno. La soluzione permette di creare a piano terra dei piccoli spazi riservati comuni, slarghi, adiacenti al percorso creatosi tra il muro e l’edificio. Il sentiero animato da nuove alberature, sarà quindi scandito da slarghi filtrati dalla rete metallica, come precedentemente illustrato. La struttura sarà chiusa lateralmente da due testate simmetriche che, in modo alternativo, citano il tema del rivestimento in simillegno che contorna i parallelepipedi in aggetto che caratterizzano tutta l’architettura.

Corpi a due piani
A chiudere la corte è stato introdotto un immobile a due piani con impianto architettonico uguale all’edificio principale; analoghi sporti, medesime soluzioni di affaccio. Anche gli stessi materiali saranno riproposti per mantenere continuità linguistica non solo di forma ma anche di finitura. La copertura vedrà una soluzione piana sul corpo parallelo al muro storico, trattata con verde estensivo. L’attuale progetto è stato collocato a distanza dal muro di dieci metri. Il precedente piano attuativo vedeva l’impostazione della struttura a soli 5 metri .
Il secondo corpo a due piani riguarda l’elemento centrale che rievoca la casa preesistente. La citazione dell’elemento si coglie sia in relazione alle volumetrie che alla tipologia di copertura a falda, mentre legate agli altri corpi sono le finiture delle superfici verticali, in cui legno ferro sono alternativamente giocate.