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Scala nella piazza di Polpenazze
Immagini di cantiere
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Ex-Municipio di Padenghe s/G

Progetto di restauro conservativo

Committente: Comune di Padenghe s/G
Periodo della prestazione: 2013
Edificio vincolato ai sensi del D.L.vo n. 42 del 2004

 

STATO DI CONSERVAZIONE

Il palazzo dell’ex Municipio di Padenghe è una struttura che ha subito,  in anni relativamente recenti, degli interventi consistenti tanto da modificarne in modo vistoso la facciata.
Purtroppo, nonostante il ruolo pubblico assunto per numerosi anni, non sono stati ritrovati all’interno dell’archivio comunale documenti più specifici che illustrino la struttura,. Anche le pubblicazioni riguardanti il comune di Padenghe non si soffermano sulla costruzione.
Si sono perciò ricercate delle fondi all’interno dei catasti storici che effettivamente riproducono l’edificio che si trova all’interno del centro storico frontalmente la piazza principale. Il mappale di riferimento è il 1385 cui è legata anche una porzione di area non edificata.
L’assenza del Sommarione non permette di individuare altri dati riguardanti la proprietà.

Dalla  consultazione delle altre mappe emerge una modifica della consistenza dell’edificio in pianta, che risulta rientrante rispetto a quelli adiacenti, conformemente a quello che si può rilevare ora. Altro aspetto rilevato, riguarda la proprietà non edificata decisamente ampliata. Il catasto austriaco riporta come qualità la definizione di “Casa ad uso dell’ufficio comunale” e come proprietà la rubrica segnala il “Comune di Padenghe”.

Nell’ultimo catasto, quello del Regno d’Italia la mappa segnala un ulteriore cambiamento non strettamente riguardante l’edificio bensì l’intorno. Infatti ai piedi dell’edificio adiacente è segnato il Vaso Rì che riemerge nel suo percorso. La forma del palazzo comunale apparentemente non è modificata in modo sostanziale: variazioni si presentano soprattutto nella zona non edificata.

Attraverso la lettura di alcune immagini storiche ritrovate si sono evidenziate le modifiche che negli ultimi anni sono avvenute. In particolare in una immagine degli inizi del ‘900, priva di data, la facciata risulta abbastanza diversa da quella attuale. In particolare si osservano due partiture. Quella inferiore, maggiore di altezza, è suddivisa in tre campiture da due paraste con capitelli con volute sostenenti una trabeazione attraversante il fronte. Le paraste sono sostenute da un basamento d’imposta. Nelle campate laterali sono ricavati due accessi coronati da ghiere in pietra. I portalini sono sormontati da due finestre ad apertura unica. La campitura centrale non è interessata da alcun elemento decorativo.
La seconda partitura, superiore, è di altezza minore e ripropone la medesima scansione degli spazi attraverso delle paraste analoghe a quelle inferiori ma decisamente più basse.
Nella campata centrale è localizzato l’orologio, mentre in quelle laterali vi sono due finestre analoghe alle sottostanti per forma e dimensione. La struttura è conclusa con il coronamento superiore  terminante con una campana.
Una seconda immagine riprodotta all’interno del libro “Padenghe sul Garda” datata 1933 riporta un tratto della facciata riprodotto alle spalle del Corpo bandistico del paese. Dai limitati scorci disponibili, si nota che la facciata ha già subito delle modifiche sostanziali. In particolare si osserva l’eliminazione delle paraste nella parte bassa sostituite da una campitura unica lungo tutto il fronte che ripropone un finto bugnato nobile. Le due aperture laterali sono ancora presenti mentre al centro si apre una ulteriore finestra  sovrastata dal balcone.
Il presente progetto riguarda l’intervento conservativo delle superfici esterne.

Nel 2008 sono state eseguite delle opere di recupero dei locali interni destinati aduso sociale.
Dall’osservazione delle superfici emerge come la tipologia del materiale che nel tempo è stato modificato abbia di fatto determinato il degrado.
In particolare se si osserva la facciata principale dal basso è presente una campitura ad opus incertum in intonaco, di bassa qualità e incongruente con le superfici adiacenti. Al di sopra della zoccolatura è presente un rivestimento in graniglia in cemento di colore rosato che richiama il marmo di Verona utilizzato per le ghiere dei portalini anch’essi in bugnato. Il trattamento finale ha previsto una rigatura orizzontale sottolineata anche dal colore un po’ più intenso, utilizzato. La parte superiore adiacente al balcone presenta ancora la finitura ad intonaco di calce che tuttavia è stata tinteggiata con una coloritura acrilica a fondo rosato.
Il balcone, a cui è stata eseguita un’opera di protezione al fine di rimuovere le infiltrazioni che percolavano dalla pavimentazione, è in cemento decorativo e ripropone una balaustra con piccole colonne.
La partitura superiore, quella meno manomessa, mostra un intonaco di calce anch’esso rivestito da tinta acrilica. È da notare tuttavia che sotto l’orologio è presente un segno a VVVV inciso.
La cornice conclusiva, di forma semplice, è sormontata da una ulteriore struttura caratterizzata da pinnacoli e da una lunetta in cemento che sostiene la campana.
La facciata posteriore, non collegata alla principale direttamente perché la continuità muraria è stata interrotta da un secondo fabbricato, non presenta finiture di qualità.
Infatti  tutta la superficie è in cemento e sono chiaramente percepibili le numerose rappezzature eseguite nel tempo.
 

PROGETTO

Ex-Municipio di Padenghe s/G Progetto

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Il progetto di intervento perciò ha come obiettivo quello procedere alla pulitura complessiva delle superfici avendo cura di rimuovere i materiali incompatibili nel caso in cui l’operazione di rimozione non vada a compromettere in modo sostanziale la struttura. In particolare non si prevede la rimozione dell’intonaco cementizio, bensì l’intervento riguarderà solamente la rimozione della tinteggiatura in acrilico, la pulitura delle superfici, la risarcitura di lacune e la stesura di una nuova tinta ai silicati.
La rimozione di materiale riguarderà invece il basamento in opus incertum.
Il fronte nord sarà interessato da una pulitura superficiale per la rimozione di sedimenti carboniosi e polveri per essere poi tinteggiato con una tinta neutra sempre ai silicati.

FINE LAVORI