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Portale del castello di Portese

Progetto di restauro conservativo delle superfici
 
Committente: Comune di San Felice del Benaco
Periodo della prestazione: 2010
Edificio vincolato ai sensi del D.L.vo n. 42 del 2004

Il portale d’accesso al castello di Portese si trova inserito all’interno del nucleo urbano nato e sviluppato dopo la fase di abbandono della funzione difensiva del castello.
Il portale mostra sul lato esterno un rivestimento in intonaco policromo, con dipinte delle immagine di cavalieri, a tinte che vanno dal giallo al rosso, impaginate all’interno di un apparato architettonico parzialmente leggibile.
La porta è chiusa superiormente da una tetto in laterocemento con coppi sommitali. A concludere l’immagine del portale in sommità sono stati collocati una statua del Cristo e due vasi.
L’arco di accesso è costituito da mattoni pieni allestiti su due serie parallele. Il lato interno del portale visibile dal castello, mostra una muratura in ciottoli che formano dei corsi orizzontali.

STATO DI CONSERVAZIONE

Il portale d’ingresso al castello di Portese ha subito un restauro all’apparato decorativo con in parte la possibilità di recupero delle superfici decorate. Infatti l’inserimento di stuccature a «neutro» per colmare le lacune impediva la leggibilità complessiva del disegno determinando la percezione di un collage di macchie di colori chiari tra i quali emergevano toni di colori rosso e giallo. Complessivamente l’intonaco era aggrappato al supporto e il degrado era costituito principalmente da depositi superficiali più o meno coerenti, aggravati dalla presenza di patine biologiche di colore bruno che contribuivano alla riduzione della leggibilità del dipinto. La presenza di un rampicante, proprio in prossimità dell’ala più conservata, danneggiava le superfici dipinte.
La copertura mostrava l’armatura della struttura in calcestruzzo, e i coppi superiormente erano interessati dalla presenza di vegetazione.

 

PROGETTO

Le operazioni di restauro dei dipinti alla porta del Castello di Portese hanno avuto come obiettivo quello di migliorare la leggibilità di alcuni segni iconografici che erano andati perduti nel tempo, a causa dell’esposizione continua del manufatto, alle intemperie.
Il progetto d’intervento autorizzato dalla Soprintendenza per i beni architettonici e del Paesaggio delle provincie di Brescia Cremona e Mantova ha avuto un finanziamento da parte del Ministero preposto. Le prime fasi di intervento hanno visto l’esecuzione di operazioni di pulitura dai depositi superficiali, polvere sedimentaria incoerente e coerente, per mezzo di spray d’acqua e una serie di tamponature con spugne naturali, spazzole morbide di setola o di saggina. Poiché sono stati rilevati degli aloni brunastri, soprattutto sugli intonaci in prossimità delle murature degli edifici adiacenti, prevista sulla superficie la stesura di un prodotto biocida. Questa operazione avrebbe interessato statue al di sopra del tetto, con particolare cura sulla statua del Cristo, in cui erano rilevabili molti licheni. Localmente, soprattutto nelle parti basse, si sarebbero rimosse alcune stuccature cementizie che interessavano gli intonaci. Sulla parte retrostante della porta, rivolta verso l’entrata del castello, le operazioni da eseguire erano la pulitura delle murature con acqua e la stuccatura dei giunti di malta tra i ciottoli.
A chiudere le operazioni di restauro si sarebbe provveduto alla revisione della copertura sommitale con ripassatura dei coppi.