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Architettura, Ricerca, Conservazione
Scala nella piazza di Polpenazze
Immagini di cantiere
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Chiesa Parrocchiale di Avenone, Pertica Bassa, Brescia

Progetto di restauro conservativo delle superfici esterne della facciata e della torre campanaria

Committente: Parrocchia di Avenone
Periodo della prestazione: 2008
Edificio vincolato ai sensi del D.L.vo n. 42 del 2004

A differenza di quanto capita in una nuova edificazione, in un progetto di intervento sull’esistente il manufatto assume il ruolo di attore protagonista, portatore di un vissuto di cui è diretto testimone. Come tale può essere e valorizzato e rifunzionalizzato solamente tramite un suo “ascolto” attento.
La chiesa di San Bartolomeo ad Avenone mostra delle finiture ad intonaco a graffito lungo la facciata principale con rappresentati tralci di vite e spighe di frumento disposti in successione, la porzione superiore è suddivisa in tanti piccoli rombi l’uno vicino all’altro che alternativamente si presentano o interamente intonacati di rosa o contenente un quadrifoglio
Il campanile mostra invece dei disegni geometrici ripetitivi sempre ricavati graffiando la finitura dell’intonaco e lasciando emergere l’arriccio sottostante.

STATO DI CONSERVAZIONE

L’attenzione del progetto di restauro è stata concentrata sulle finiture superficiali ad intonaco. La tecnica così detta a “graffito” utilizzata consiste nella rimozione della finitura del “tonachino” in modo che siano in rilievo i disegni. L’abbondante presenza di depositi superficiali, nonché la patina biologica, ha determinato l’omogenizzazione dei livelli dell’intonaco impedendo la lettura delle decorazioni. Macchie di ruggine percolavano dagli elementi in ferro ossidati andando a coprire gli intonaci. Numerosi erano i rappezzi cementizi localizzati soprattutto nella parte inferiore della facciata rivestita da un seri di lastre di marmo. A sinistra del portale d’ingresso era presente una fessura, malamente stuccata con cemento.

 

PROGETTO

Il progetto è consistito in operazioni di pulitura consolidamento e integrazione pittorica specificate all’interno di schede richiamate nella tavola allegata.
              A.3 INTONACI ESTERNI:OPERE DI RESTAURO INTONACI A BASE CALCE

  • CONTROLLO: controllo e verifica delle caratteristiche della superficie intonacata mediante operazioni di “saggiatura” preventiva che saranno eseguite attraverso accurata battitura manuale sulla muratura al fine di individuare con precisione sia le zone compatte, sia delimitare il perimetro di quelle in fase di distacco. Controllo ravvicinato delle varie aree decorate con i toni differenti per permettere la scelta.
  • PULITURA: Rimozione, dagli strati superficiali d’intonaco, di depositi incoerenti realizzata tramite l’uso di pennellesse e spazzolini, quindi con l’applicazione di carbonato d’ammonio in soluzione sovrasatura applicato attraverso carta giapponese e trattamento per il controllo del biodeterioramento mediante applicazioni di sali di ammonio quaternario. Successivo trattamento biologico per la disinfestazione da microrganismi utilizzando prodotti biocida ad ampio spettro applicato mediante pennello o spruzzo e successivo lavaggio con acqua deionizzata, in modo da eliminare ogni possibile residuo di sostanza sul materiale.
  • CONSOLIDAMENTO: operazioni di consolidamento degli strati di intonaco risultati decoesi. L’operazione verrà realizzata tramite iniezioni di malta di calce esente da sali solubili. Preliminarmente, nel caso di assenza di piccole fessure, lacune o fori già presenti sulle superfici intonacate da utilizzare per l’iniezioni si eseguiranno delle perforazioni, tramite piccoli trapani a mano ad esclusiva rotazione con una punta di circa 2-4 mm, il numero dei fori sarà proporzionato all’entità del distacco (circa 8-10 fori per m2); in genere la distanza tra loro è di circa 40-60 cm mentre, la loro localizzazione, sarà tale da favorire il percolamento della miscela da iniettare, pertanto sarà, necessario iniziare la lavorazione a partire dalla quota più elevata. Successivamente alla realizzazione dei fori si interverrà con la pulitura e la preparazione dei fori mediante l’aspirazione, attraverso una pera di gomma, gli eventuali detriti della foratura, le polveri e quanto altro possa ostacolare la corretta immissione e percolazione della miscela. In seguito si eseguirà una prima iniezione di acqua deionizzata ed alcool. Le iniezioni avverranno, tramite la punta dell’ago metallico, o direttamente dal beccuccio della siringa nel foro di accesso attraverso una cannula precedentemente posizionata, controllando e graduando la compressione dello stantuffo.
  • AGGIUNTE: Si procederà infine con l’applicazione nella lacune dell’intonaco con le stesse caratteristiche chimiche ed estetiche dell’intonaco circostante a base di calce ad elevata porosità a base di inerti leggeri e leganti idraulici. L’intervento deve prevedere il raccordo rispetto alle parti esistenti conservate, senza segnare i bordi di confine tra le aree e rispettando le variazione di planarità degli strati stessi. Preliminarmente a tale operazione si effettuerà la stesura tramite l’irrorazione a bassa pressione di soluzioni, a base di composti organici del silicio in appositi solventi, atte ad inibire i cicli di idratazione e disidratazione dei sali igroscopici; nella lavorazione è compresa la pulizia preventiva della muratura ed ogni altro onere per dare l’opera compiuta.
  • CONSOLIDAMENTO DELLO STRATO CORTICALE: consolidamento della zona trattata a intonaco graffito con applicazione a spruzzo di silicato di etile in soluzione di solventi organici a lenta evaporazione, con rapporto di diluizione definito precedentemente da prove di cantiere. L’applicazione avverrà su superfici asciutte e con temperatura superficiale compresa tra +5 °C e +35°C.
  • INTEGRAZIONE PITTORICA: Integrazione pittorica di decorazioni a graffito con interventi differenziati in relazione alle diverse condizioni di conservazione dei graffiti stessi. Le parti integrate dovranno essere comunque distinguibili dall’originale e realizzate con prodotti reversibili. Sulla superficie ad arriccio e/o di finitura si provvederà alla ricomposizione pittorica dei profili che definiscono l’ornato. Si provvederà ad integrare le campiture di colore omogenee mantenendo un sottotono sufficientemente leggibile rispetto alla decorazione esistente e comunque operando sempre secondo le indicazioni del progetto.

 

FINE LAVORI

Le operazioni di restauro hanno visto la messa in luce delle decorazioni a graffito con limitate integrazioni nelle zone mancanti in modo da permettere la percezione complessiva del disegno  delle facciate sia del campanile sia della chiesa. Gli operatori hanno proceduto alla esecuzione di un nuovo intonaco graffito riconoscibile ad una distanza ravvicianata